Diomede Carafa

Non posso nascondere l’influenza sostanziale che quest’uomo ha dato alla mia formazione. Uomo di Stato, Cavaliere e Uomo d’Amore, ha saputo solcare nel XV Secolo Napoletano una importante via ripresa poi da molti altri. Meno conosciuto del Machiavelli, cancellato in quella damnatio memoriae che tanto ha caratterizzato la nostra civiltà meridionale, ha saputo dare importanti insegnamenti sulla gestione dello Stato.

Nei suoi Doveri del Principe ha evidenziato che il re era un Primo inter pares con il POPOLO e nel POPOLO. Un concetto nuovo basato sull’esperienza di Governo. I suoi insegnamenti sono ancora attuali e moderni colmi di grande conoscenza della conduzione diplomatica di un Popolo.

Inoltre:

Con questo scritto Carafa non intendeva dare un contributo creativo o innovativo alla scienza del governare e, senza dubbio, egli non diede prova del dono letterario che ha animato il Principe del Machiavelli. Purtuttavia il trattato poggia sul fondamento di un solido buonsenso, per molti versi piu’ realistico del pensiero sensazionale del fiorentino, in quanto i sobri principi di governo del Carafa avrebbero avuto maggiore possibilità di risolversi nell’effettivo mantenimento dello Stato che molti specifici consigli del Machiavelli.
[Politica e Cultura nella Napoli rinascimentale – J. H. Bentley]

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